Ormai quando parliamo del nostro olio, ne sottolineano la qualità, bontà, giocando un po’ con le nostre ricette amatoriali, dando per scontato le sue proprietà benefiche per l’organismo. Ma ogni tanto, forse, è bene ricordare che il nostro prezioso oro non allieta solo il nostro palato.

La dieta mediterranea è il modello alimentare che permette a chi lo segue di prevenire sia le patologie cardiovascolari che quelle neurodegenerative. L’olio extravergine di oliva è la fonte di grassi principali della dieta.

Di recente l’agenzia del farmaco americana (Fda) ha riconosciuto all’olio extravergine di oliva proprietà farmacologiche tali che, in futuro, potrebbe addirittura essere prescrivibile dai medici.

L’acido oleico viene sintetizzato normalmente dal nostro intestino grazie all’enzima Scd1, se tale enzima non funziona o non assumiamo acido oleico con la dieta, si attiva uno stato infiammatorio che ci espone alla possibilità dell’insorgenza di tumori. L’acido oleico è l’acido grasso tipico dell’olio extravergine di oliva.

In pratica, assumere la giusta quantità di olio extravergine di oliva ogni giorno ci protegge dalle infiammazioni intestinali e dall’insorgere di altre patologie riferibili all’intestino. I polifenoli anch’essi contenuti nell’Olio EVO hanno la capacità di far esprimere in minor misura quei geni implicati nell’infiammazione; in particolare è stato verificato che un polifenolo – l’idrossitiroloso – in sinergia con altre sostanze presenti nell’olio Evo, ha un’attività simile ai classici antinfiammatori di sintesi.

L’idrossitirosolo è un composto chimico vegetale presente nell’olio di oliva e ha forti proprietà antiossidanti. Insieme con l’oleocantale, è responsabile del gusto leggermente amaro e piccante dell’olio extra vergine di oliva e, con l’oleocantale e l’oleuropeina, è ritenuto responsabile delle proprietà benefiche della dieta mediterranea. Insieme queste sostanze costituiscono i cosiddetti “polifenoli da olivo”.

I polifenoli hanno anche la capacità di contribuire al controllo delle patologie degenerative. L’olio Evo accende circa 1.000 geni sui 20.000 dell’intero genoma umano, i geni attivati sono quelli antinfiammatori, antitumorali e persino i geni che prevengono lo sviluppo del diabete. I geni attivati variano perché dipendono per il 70% dalla cultivar, ossia ogni varietà di olio Evo accenderà geni specifici diversi.

In Italia ci sono 538 cultivar, pari al 40% di quelle mondiali, con un contenuto in percentuale di acido oleico superiore al 70%: ogni varietà mostra caratteristiche differenti, dovute soprattutto alla complessità del nostro territorio che dà vita a circa cinquanta oli extravergini Dop o Igp.

In sintesi basterebbe consumare quotidianamente due cucchiai (oltre quelli usati per condire) di olio EVO per il nostro benessere.

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